STORIE ITALIANE: IL SERVIZIO PUBBLICO CHE RISVEGLIA LE COSCIENZE

Oggi è andata in onda un altra di quelle puntate che scava dentro, dove da padrona l’ha fatta l’emozione, quella vera non costruita, dove i telespettatori rimangono ammutoliti davanti la tv e al dolore di una donna, una con la “D” maiuscola Maria Antonietta Rositani, la sua storia raccontata con il cuore in gola sin dall’inizio da Storie Italiane, era il 2019 quando Eleonora Daniele annuncia la tragedia di cui era stata vittima una donna, una delle tante spesso inascoltate, indifese in un Italia senza giustizia.

Era il 12 marzo 2019 quando inizia l’incubo di Maria Antonietta, mamma, sorella ed ex moglie, siamo a Reggio Calabria, quando il suo ex marito Ciro Russo, agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia a Ercolano scappa da casa e raggiunge in Calabria l’ex moglie, tenta di ucciderla bruciandola viva, versandogli addosso benzina, grazie a Dio riesce a sopravvivere, passa 14 mesi in ospedale tra dolori atroci e sofferenze, miglioramenti e ricadute e tante preghiere, la Daniele lo ha ricordato anche oggi durante la diretta, il suo post su instagram fece il giro del web quel 22 luglio 2019, la conduttrice padovana scriveva, dopo un aggravamento delle condizioni di salute della Rositani: “Ancora ricordo questa tenda che ti separava da noi e da quella giustizia che non ti ha tutelata. Stai lottando in queste ore tra la vita e la morte , come una leonessa . Io posso solo dire che le preghiere di tutti noi e della nostra redazione si uniscono a quelle della tua famiglia , perché non è giusto. Non è giusto che a lottare siano le persone come te :anime speciali che non meritano di soffrire così. Non è giusto che quell’uomo miserabile possa vincere su una mamma meravigliosa come sei tu . Non è giusto. E’ un grido disperato al cielo che ti salvi la vita . Perché tutto questo è maledettamente triste. Siamo tutti con te e oggi starò in silenzio pensando solo a quei medici eroi che stanno cercando di salvarti la vita. C’è la rabbia , il dolore, le preghiere. Quelle tante, tante. A volte sembrano unica soluzione che ci dia una speranza. Forza amica mia . Forza. Non mollare . Fallo per tutte quelle donne che hanno bisogno di te. Fallo per risvegliare una giustizia che ancora è lenta a capire che gli interventi sugli uomini malvagi devono essere più efficaci . Fallo per insegnarci a guardare attraverso i tuoi”.

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Storie Italiane è da 8 anni il crocevia di storie di dolore, sofferenza e rinascita di donne, vittime di violenza, spesso senza giustizia, in cui la conduttrice è la prima a emozionarsi, a raccontare e ad arrivare nel cuore degli italiani, attoniti e impotenti difronte a tanto dolore, ma sensibilizzati dal grande lavoro che in questi anni sta facendo il format, pagine di servizio pubblico dove i protagonisti sono le persone che soffrono.

Da nord a sud, una scia di sangue, un grido di dolore che arriva fino alle aule di giustizia, quella che chiedono le vittime e poi in quelle parlamentari, quelle a cui si rivolge la Daniele al mondo politico, il racconto della Rositani è stato seguito da subito, passo dopo passo, con gli inviati di Storie Italiane collegati dal Policlinico di Bari, dove Maria Antonietta ha combattuto come una leonessa contro la morte, con ustioni oltre il 50% del corpo.

Le lacrime quelle vere oggi, sono andate di scena nelle case di oltre 1 milione e 300 mila famiglie, quelle della Daniele e di Maria Antonietta, il grido di dolore che in qualche modo è la rappresentazione delle tante donne in silenzio, vittima di violenza, l’incapacità delle istituzioni di comprendere fino in fondo e dare le giuste risposte.

Una puntata che per i primi 66 minuti, è stato difficile tenere l’emozione a bada, la grande solidarietà di Storie Italiane e la sua conduttrice è stato come un abbraccio di conforto per la donna che commossa ha voluto ringraziare la conduttrice di Rai1, un pezzo di storia di cronaca italiana raccontata con il cuore, dove la rinascita e la speranza di un futuro migliore sono come un auspicio per le tante Maria Antonietta in Italia.

Marco Ferraglioni