STORIE ITALIANE: ESCLUSIVA DI RAI1 SU MARIO BIONDO

La puntata di oggi di “Storie Italiane“, Eleonora Daniele l’ha voluta dedicare in parte alla vicenda del foto reporter siciliano Mario Biondo, scomparso tragicamente nel maggio del 2013 a Madrid, in collegamento in studio la mamma Santina che in esclusiva ha raccontato ai microfoni della conduttrice di Rai1, le ultime novità sulla triste vicenda.

La morte di Mario Biondo non si è mai trattata di suicidio afferma la famiglia, dopo una perizia sui tabulati telefonici che potrebbero dare una piena e propria svolta alle indagini, i familiari da anni hanno sempre chiesto le prove del suicidio alle autorità spagnole, come dice la sorella Emanuela non ci sono mai state, ci sono state sempre prove su delle mani assassine e probabilmente una intera vicenda da ricostruire.

Storie Italiane dal 2013 è stata la prima trasmissione ad occuparsi del caso, oggi in prima pagina tutti i giornali hanno titolato “Impiccato in casa, ma non era solo”, una notizia bomba che di fatto ha dato un impulso differente all’intrigato caso internazionale.

La mamma in studio dopo le ultime novità, ha detto che quella notte più di uno smartphone si era collegato agli account twitter e facebook di suo figlio alle ore 00.48 alla wi-fi di casa, da qualcuno che frequentava già la casa visto che la password era in memoria automaticamente dei dispositivi, l’investigazione che da 8 anni la famiglia ha portato avanti con i propri legali e dai periti nominati hanno cambiato le carte in tavola, dopo che la Procura di Palermo non era riuscita a collegare qualcuno all’interno della casa, mentre le autorità spagnole dopo un mese e mezzo avevano già chiuso il caso come “suicidio”.

La Daniele sottolinea in studio, che questa svolta nelle indagini cambia lo scenario giudiziario, dopo i dati forniti da degli esperti informatici americani, incaricati dai familiari, con una perizia depositata, da dove emerge che in quella notte c’erano almeno altri due cellulari che avevano accesso alle pagine social della vittima quel triste 30 maggio 2013.

L’anchorwoman padovana, dopo le ultime novità clamorose raccontate dalla famiglia, commenta: “Credetemi siamo sconvolti da tutto quello che stiamo ascoltando” dopo le ricostruzioni del pool di investigatori sulla vicenda che colloca la presenza di altri due persone collegate alla wifi quella notte nella casa dove è morto Mario Biondo.

Fontal