BARBARA D’URSO: VITTIMA DELLO SHARE E DEI SOCIAL

Barbara D'Urso
La conduttrice Barbara D'Urso

Tanti sono gli ingredienti che determinano il successo di una trasmissione, in questi ultimi anni affianco alle analisi dei pochi giornalisti esperti di tv, i più autorevoli non più di cinque in Italia che scrivono su testate giornalistiche di peso come “Il Fatto Quotidiano”, “Panorama”, Repubblica e il “Corriere della Sera” etc., ci sono i social che con i commenti sanciscono l’indice di gradimento di un contenitore televisivo.

lo sanno bene i Direttori di rete, i conduttori di trasmissioni popolari e anche dei format di intrattenimento, spesso i commenti e i rilievi dei social, influenzano non solo i telespettatori ma anche le decisioni editoriali dei manager televisivi e i vertici aziendali della tv pubblica e privata.

Tra le vittime eccellenti di quest’anno tra le più note Barbara D’Urso, di fatto ridimensionata nei palinsesti della prossima stagione di Canale 5, dopo le accuse da parte di molti utenti dei social di fare televisione trash, sarebbe bastato leggere i commenti sotto i suoi post , a parte qualche commento di apprezzamento, per capire che qualcosa non andava.

L’Auditel in queste ultime due stagioni, aveva registrato una flessione in termini di share di “Pomeriggio Cinque” di ben 5 punti percentuali medi, che le ha prese di santa ragione contro “Vita in Diretta” Rai1 condotto da Alberto Matano, indiscusso professionista della comunicazione che durante l’ultima stagione invernale ha fatto volare la trasmissione oltre il 20% di share.

Analizzando “Live Non è la D’Urso“, la trasmissione in onda la domenica a sera in prima serata, gli ascolti tv non andavano malissimo, l’ultima puntata oltre il 18% di share, il problema è che si scontrava sempre contro la grande fiction di Rai1 come “Montalbano” che vola oltre il 30% di share anche durante le repliche.

Domenica Live” aveva il problema che si scontrava indirettamente con l’onda d’urto, durante le ultime tre stagioni contro il ciclone Mara Venier che faceva da traino a “Da noi a ruota libera..” condotto da Francesca Fialdini, tra i punti deboli del contenitore domenicale, condotto dalla D’Urso la squadra autorale e la configurazione che in qualche modo riproponeva ospiti sfibrati in tutte e tre le trasmissioni da pomeriggio a sera.

Ma l’errore più grande è stato quello di sottovalutare i social, che danno il polso immediato dell’indice di gradimento di un format da parte dei telespettatori che interagiscono su twitter, Instagram e Facebook con gli hastag della trasmissione, a chiudere il cerchio il giudizio di alcuni giornalisti professionisti della tv che riassumono e prevedono gli indicatori del successo o insuccesso di un format.

La D’Urso è e rimane un’ottima conduttrice televisiva, grande comunicatrice che per decine di anni ha segnato il successo di Canale5, con il suo modo di fare tv, speriamo che faccia tesoro delle esperienze passate e tenga più d’occhio gli indicatori: giornalisti, auditel e social.

Marco Ferraglioni