LORENA BIANCHETTI: CON LA DOLCEZZA METTE TUTTA LA FAMIGLIA DAVANTI LA TV

Lorena Bianchetti, attrice, giornalista, autrice tv e conduttrice, è una che la tv la costruisce pezzo per pezzo, dietro alle spalle anni e anni di carriera, nonostante la sua età sembrerebbe visivamente sempre ferma a 30 anni.

La sua proverbiale bellezza da modella, la grande professionalità, con una caratteristica che difficilmente si riscontra nel mondo della Tv, ovvero l’umiltà, nonostante sia un personaggio pubblico, sposata con un noto imprenditore di successo, è rimasta la ragazza dal viso buono.

La semplicità nell’esposizione, il suo linguaggio dolce, hanno fatto si che una trasmissione religiosa, divenisse anche una tra le più viste della domenica, con dei risultati spesso sopra il 23%di share, non sgomita, resta di fatto un mistero l’alto numero di telespettatori che incolla al video, fatto sta che non siamo governati né da una teocrazia, né tantomeno siamo un paese integralista.

La nostra redazione spesso si è occupata con stupore dei risultati della conduttrice romana, abbiamo studiato i traini, le trasmissioni in onda nei canali dirimpettai, analizzato i minutaggi di molte puntate, siamo giunti ad una conclusione, la Bianchetti piace ai telespettatori punto e basta, di ogni fascia di età, sesso e collocazione geografica.

In pratica 1 telespettatore su 4 nel suo stesso segmento orario, sulle 96 reti censite da Auditel guarda a “Sua Immagine”, in un segmento difficile, durante le scorse festività natalizie, l’anchorwoman ha registrato punte del 27% di share, un risultato mai raggiunto da nessun format dello stesso genere.

L’auspicio è che il settimo piano di viale Mazzini, si renda conto dei risultati, premiando la meritocrazia, non l’amico dell’amico, uno spazio come conduttrice in un talk targato Rai, andrebbe sicuramente nella giusta direzione della tv di servizio pubblico.

Staremo a vedere, quello che succederà nei prossimi palinsesti Rai 2023/2024, purtroppo molte trasmissioni in Rai ancora in onda non hanno mai superato il 5% di share, questo è inammissibile per una tivù di servizio pubblico che deve anche vendere spazi pubblicitari.

Redazione