Rai Cultura ripropone l’inchiesta del 1981 di Guido Vergani e Riccardo Vitale
Rai Storia dedica una nuova programmazione a un documento televisivo che ha segnato la storia del giornalismo d’inchiesta: “Io e…l’alcool”, firmato nel 1981 da Guido Vergani con la regia di Riccardo Vitale. A partire da mercoledì 3 dicembre alle 19.30, Rai Cultura ripropone l’intera serie, che affronta con lucidità e coraggio il tema del consumo di bevande alcoliche in Italia.
La tradizione e la piaga sociale
La prima puntata parte da una consuetudine contadina radicata: il proverbio “vino fa buon sangue”. Ma l’inchiesta mette subito in evidenza i rischi per i più piccoli, sottolineando come l’alcool sia dannoso per i bambini e come l’alcolismo giovanile rappresenti una vera piaga sociale.
Gli astemi e il “bere bene”
- Giovedì 4 dicembre: focus sugli astemi, percepiti come “diversi” in un Paese che nel 1981 era al secondo posto tra le nazioni industriali per consumo di alcolici, subito dopo la Francia.
- Venerdì 5 dicembre: il tema del “bere bene” viene affrontato con interviste a figure di spicco come Marta Marzotto e Gianni Brera, chiamati a riflettere sul significato di essere buoni o cattivi bevitori.
Creatività e contraddittorio
- Sabato 6 dicembre: spazio al dibattito sull’alcool come stimolatore di creatività e come afrodisiaco. Tra gli intervistati, Renato Guttuso e Franco Parenti, che offrono punti di vista diversi e provocatori.
La conclusione: uno sguardo alla Svezia
La serie si chiude con un approfondimento sulla piaga sociale dell’alcolismo e con un confronto internazionale: la Svezia, all’avanguardia per i programmi di recupero degli alcolisti anonimi, diventa modello di riferimento per possibili soluzioni.
Un’inchiesta che, a distanza di oltre quarant’anni, conserva intatta la sua forza e la sua attualità, offrendo spunti di riflessione su un tema che continua a interrogare la società italiana.
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