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Linea Blu racconta Catania – “Linea Blu – Porti d’Italia” fa tappa in Sicilia per una puntata dedicata alle eccellenze naturali, tecnologiche e marittime di Catania. Il programma, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Autorità di Sistema Portuale, torna sabato 11 luglio alle 14.00 su Rai 1 con Donatella Bianchi e Livio Beshir.
Il viaggio si apre ad Aci Trezza, luogo simbolo della costa etnea. Donatella Bianchi naviga verso la Timpa di Acireale, attraversando uno dei tratti più suggestivi del Mediterraneo, segnato dai miti dell’Odissea che avvolgono i Faraglioni dei Ciclopi e l’Isola Lachea, area protetta gestita dal CNR. Parallelamente, Livio Beshir racconta la vita del borgo marinaro attraverso le testimonianze degli abitanti, custodi di una tradizione che resiste al tempo.
Le telecamere si spostano poi nel cuore del porto di Catania, uno degli scali più strategici della Sicilia orientale per traffico merci, crocieristico e innovazione industriale. Donatella sale a bordo della Eco Barcelona, una delle navi cargo più grandi della flotta Grimaldi, dotata di sistemi di riduzione delle emissioni e tecnologie di ultima generazione. Livio incontra la responsabile della sicurezza dei flussi turistici, impegnata nella gestione dei collegamenti verso le mete più visitate della regione.
Linea Blu racconta Catania – La puntata entra nel vivo del mercato del pesce di Catania, celebre per la sua atmosfera unica e riconosciuto come uno dei mercati più caratteristici del Mediterraneo. A seguire, spazio ai comparti tecnologici del porto: dalla produzione di cavi sottomarini chilometrici utilizzati per telecomunicazioni e energia, alle tecnologie avanzate per il contrasto agli sversamenti di idrocarburi, con sistemi di monitoraggio e intervento rapidi adottati negli scali siciliani.
Linea Blu racconta Catania –
Il percorso prosegue a nord della città, dove si trovano le piattaforme leggere e sostenibili costruite sulle rocce laviche. Queste strutture, uniche in Italia, permettono l’accesso al mare riducendo l’impatto ambientale e valorizzando la costa etnea.
Chiusura all’acquedotto di Santa Tecla, dove scorre un’acqua purissima proveniente dall’Etna, filtrata naturalmente da millenni attraverso strati di roccia vulcanica.
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