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La puntata di “Codice” e il nuovo scenario neurodigitale
La seconda puntata di “Codice”, in onda venerdì 24 luglio su Rai 1 alle 00.30, affronta un tema che oggi domina il dibattito tecnologico globale: il rapporto tra cervello biologico e intelligenza artificiale e l’ascesa dei neurodivergenti ai vertici delle Big Tech.
La trasmissione, condotta da Barbara Carfagna, analizza perché figure con autismo ad alto funzionamento, ADHD o dislessia siano sempre più presenti nei ruoli decisionali delle aziende tecnologiche, delle banche e delle piattaforme globali.
Neurodivergenza e Big Tech: dati reali e casi verificati
Le evidenze raccolte negli ultimi anni mostrano che i profili neurodivergenti, in specifici ruoli tecnici, raggiungono performance superiori alla media:
- JPMorgan Chase: produttività superiore dal 90% al 140% nei team dedicati.
- UiPath: +150% di produttività nei task di data labeling.
- HPE: team neurodivergenti +30% più produttivi nei test software.
- SAP: una singola soluzione sviluppata da un dipendente neurodivergente ha generato un risparmio di 40 milioni di dollari.
Questi dati confermano che pattern recognition, iperfocus, pensiero laterale e visione sistemica sono competenze chiave nei contesti ad alta innovazione.
Come l’AI sta cambiando il cervello umano
La puntata parte da un dato cruciale: nel passato il cervello processava circa un’immagine al secondo, oggi 50 volte tanto grazie ai video; con l’AI si potrebbe arrivare a 50.000 immagini al secondo.
Questo scenario apre interrogativi scientifici reali:
- Le nuove generazioni cresceranno in un ambiente cognitivo sovraccarico.
- L’AI imita alcune funzioni tipiche dei profili neurodivergenti, come la ricerca di pattern e la coerenza logica.
- La neurodiversità potrebbe diventare un modello di riferimento per progettare sistemi cognitivi artificiali più efficienti.
Neurodivergenza, società e rappresentazione pubblica
La puntata analizza anche come la neurodivergenza sia diventata un tema centrale:
- Serie TV e cinema propongono sempre più protagonisti neurodivergenti.
- Le aziende tech e le grandi banche cercano profili atipici per ruoli strategici.
- Cresce la discussione sui social, dove i giovani parlano apertamente di neurodivergenza.
AI e neuroscienze: ricerche verificate
La puntata si intreccia con studi scientifici recenti:
- L’AI supporta la diagnosi precoce dell’autismo, analizzando pattern comportamentali e biometrici.
- La genomica e l’AI hanno identificato nuove varianti genetiche associate ai disturbi del neurosviluppo, fornendo risposte a famiglie che non avevano una diagnosi chiara.
- L’UE, con l’AI Act, introduce regole per proteggere i diritti delle persone neurodivergenti nei sistemi automatizzati.
Tecnologia, potere e nuove élite cognitive
“Codice” inserisce la neurodivergenza nel quadro più ampio delle nuove architetture del potere digitale:
- Agentic AI: sistemi che non rispondono soltanto, ma agiscono autonomamente.
- Smart Nation e piattaforme come nuove potenze senza territorio.
- L’ascesa di Cindia (Cina + India) e dei Sud globali come nuovi poli tecnologici
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