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La puntata e il tema centrale
“Fame d’Amore”, il programma condotto da Francesca Fialdini e dedicato ai disturbi del comportamento alimentare, torna domenica 7 giugno alle 23.15 su Rai 3 con la settima edizione. Al centro della puntata, il percorso complesso che porta alla consapevolezza del proprio disagio e alla decisione di chiedere aiuto, un passaggio che gli specialisti considerano decisivo per la possibilità di cura.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia oltre 3 milioni di persone convivono con disturbi alimentari, con un aumento significativo tra i giovani negli ultimi cinque anni. La trasmissione continua a svolgere un ruolo di sensibilizzazione, mostrando storie reali e il lavoro clinico di psichiatri e psicoterapeuti.
Lorenzo, tra fitness e controllo del corpo
Lorenzo, 22 anni, vive a Reggio Emilia e sogna di affermarsi come coach di fitness e body builder. Le sue giornate sono scandite da allenamenti rigorosi, preparazione dei pasti e produzione di contenuti per i social.
In passato ha affrontato una grave forma di anoressia. Nonostante la guarigione clinica, mantiene un rapporto di controllo costante sul proprio corpo, un comportamento che gli specialisti definiscono “residuo ossessivo”, frequente nei pazienti che hanno vissuto disturbi alimentari in età adolescenziale.
Chiara, una vita segnata dall’anoressia
Chiara, 29 anni, convive con l’anoressia dall’età di undici anni. Per reagire alla malattia ha iniziato ad allenarsi, sviluppando una forte muscolatura fino a diventare personal trainer e body builder professionista.
La palestra, però, da luogo di rinascita si è trasformata in una nuova forma di prigionia: un ambiente scandito da regole ferree, controllo e ossessione. Un fenomeno che gli esperti definiscono “exercise addiction”, una dipendenza dall’allenamento che può aggravare il disturbo alimentare.
Il contributo degli specialisti
Nel corso della puntata, Francesca Fialdini incontrerà psichiatri e psicoterapeuti specializzati nei disturbi alimentari, che analizzeranno i segnali precoci, i rischi legati al perfezionismo corporeo e il ruolo dei social nella costruzione di un’immagine fisica irrealistica.
Gli esperti sottolineano come la richiesta di aiuto rappresenti il primo passo verso la cura e come l’intervento precoce aumenti significativamente le possibilità di recupero.
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