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Le Iene Inside analizza la guerra – Martedì 5 maggio, in prima serata su Italia 1, torna Le Iene presentano: Inside, lo spin off ideato da Davide Parenti. La nuova puntata, dal titolo Ci si può abituare alla guerra, è condotta da Matteo Viviani e scritta da Nicola Remisceg.
Un mondo attraversato da 56 conflitti attivi
Secondo i più recenti rapporti di istituti internazionali come ACLED e Uppsala Conflict Data Program, all’inizio del 2026 risultano 56 guerre e conflitti armati attivi distribuiti in cinque continenti. L’Antartide è l’unico territorio escluso, non per stabilità, ma per l’assenza di popolazione.
Gli scenari più critici includono:
- Ucraina, dove il conflitto continua a ridisegnare gli equilibri di sicurezza europei.
- Medio Oriente, con tensioni persistenti tra Israele e gruppi armati nella regione.
- Sahel africano, segnato da colpi di stato, terrorismo jihadista e crisi umanitarie.
- Myanmar, dove la guerra civile prosegue senza tregua dal 2021.
Questi dati confermano come la guerra sia tornata a essere una presenza costante nel racconto quotidiano e nell’immaginario collettivo.
La guerra come fenomeno vicino, anche quando non ci riguarda direttamente
Le Iene Inside analizza la guerra – La puntata analizza un tema cruciale: la normalizzazione del conflitto. Pur non essendo coinvolta in prima persona, l’Italia vive le conseguenze di un mondo interconnesso, dove ogni crisi internazionale produce effetti economici, energetici, migratori e geopolitici.
Gli esperti intervistati nel programma – economisti, analisti militari e giornalisti specializzati – spiegano come:
- i conflitti influenzino prezzi dell’energia e materie prime;
- le tensioni globali modifichino strategie di difesa e politiche europee;
- la disinformazione e la propaganda contribuiscano a una percezione distorta della realtà;
- la popolazione rischi di assuefarsi a immagini e notizie di guerra, perdendo la capacità di elaborarle criticamente.
L’Europa e il ruolo dell’Italia
Il conflitto in Ucraina, iniziato nel 2014 e intensificato nel 2022, continua a coinvolgere indirettamente l’Europa occidentale. Le istituzioni europee hanno più volte ribadito che la sicurezza del continente dipende dalla stabilità dei confini orientali.
Per questo, spiegano gli esperti intervistati, l’Italia non può considerare la guerra come un fenomeno remoto. Le ripercussioni riguardano:
- politiche energetiche e diversificazione delle fonti;
- cooperazione militare nell’ambito NATO;
- gestione dei flussi migratori;
- tutela delle infrastrutture critiche, sempre più esposte a minacce ibride e cyberattacchi.
Una riflessione necessaria
Inside propone un racconto che non si limita alla cronaca, ma invita a interrogarsi su come la guerra stia cambiando il nostro modo di vivere, informarsi e percepire il mondo. Un viaggio dentro un fenomeno che, pur lontano dai confini italiani, incide profondamente sul presente e sul futuro del Paese.
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