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I colloqui tra Israele e Libano, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, dovrebbero aprirsi domani a Washington con mediazione statunitense. Si tratta del primo negoziato aperto dagli anni Ottanta tra due Paesi tecnicamente ancora in stato di guerra dal 1948.
La nuova puntata di Radio 3 Mondo, in onda martedì 14 aprile alle 11 su Rai Radio 3, approfondirà il tema con Lucia Goracci, inviata Rai, insieme alla conduttrice Anna Maria Giordano.
Contesto aggiornato e verificato
Gli Stati Uniti hanno confermato la disponibilità a ospitare il tavolo negoziale presso il Dipartimento di Stato. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’escalation lungo il confine e valutare un percorso diplomatico che includa sicurezza, confini e ruolo di Hezbollah.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che “i combattimenti nel sud del Libano non sono affatto conclusi”, sottolineando che l’IDF continuerà le operazioni contro Hezbollah finché non sarà ristabilita la sicurezza nel nord di Israele.
Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato di essere impegnato a “porre fine alla guerra tra Israele e Hezbollah”, chiedendo un cessate il fuoco che coinvolga anche il Libano e denunciando l’impatto dei raid israeliani sulle aree civili del sud.
Situazione militare sul terreno
Negli ultimi giorni si sono registrati:
- Raid israeliani su Qana, Maaroub e altre località del sud del Libano, con vittime civili confermate da fonti ospedaliere.
- Lanci di razzi di Hezbollah verso il nord di Israele, con sirene attivate fino all’area di Haifa e nella Galilea occidentale.
- Operazioni mirate dell’IDF contro infrastrutture di lancio e depositi di armi del gruppo sciita.
L’ONU ha avvertito del rischio di un “conflitto regionale incontrollabile” se non verrà stabilita una tregua verificabile.
Il nodo internazionale
Washington punta a separare il dossier libanese da quello iraniano, mentre Teheran chiede che il Libano sia incluso in qualsiasi accordo di cessate il fuoco. L’Unione Europea sostiene la mediazione USA e ha chiesto “massima moderazione” a entrambe le parti.
Perché i colloqui sono storici
- Non avvenivano negoziati diretti dagli anni Ottanta.
- Israele e Libano non hanno relazioni diplomatiche e restano formalmente in guerra.
- Il confine è uno dei fronti più instabili del Medio Oriente.
- Un’intesa, anche parziale, avrebbe impatto su sicurezza, energia, traffici e stabilità regionale.
Redazione BlogSocialTv ©




















