Perché tanti volti noti aprono un ristorante
Attori, artisti e calciatori scelgono sempre più spesso di investire nella ristorazione. Non solo per passione, ma perché un locale diventa un’estensione della loro identità: un luogo che racconta chi sono, cosa amano, come vivono il rapporto con il cibo e con il pubblico. È questo il filo conduttore della seconda stagione di Very Food People, il «talk show commestibile» di Alessio Viola, in onda ogni martedì alle 22.00 su Food Network e in streaming su Discovery+.
Viola torna a esplorare cucine, storie e caratteri di cinque protagonisti che hanno trasformato la tavola in un progetto imprenditoriale: Patrizio Rispo, Nicolas Vaporidis, Javier Zanetti, Roberto Farnesi e Gianmarco Tognazzi. «I ristoranti raccontano questi personaggi meglio delle loro case» spiega il conduttore, sottolineando come ogni locale riveli tratti autentici dei suoi proprietari.
I locali dei VIP: identità, ricordi e sapori
Nel celebre Botinero, il ristorante di Javier Zanetti a Milano, la personalità del campione emerge in ogni dettaglio. Viola racconta la collezione di scarpini esposta nel locale: quelli di Zanetti, di Messi, di Maradona. Un museo del calcio che convive con una cucina ricercata, dove spicca una cotoletta “speciale”, condita come una pizza, diventata una delle proposte più amate dai clienti.
Per Gianmarco Tognazzi, invece, la cucina è un’eredità familiare. Suo padre Ugo era celebre per le cene spettacolari organizzate con gli amici, complete di votazioni ironiche sui piatti. Tra le opzioni c’era anche il mitico “ca**ta pazzesca”, che però lo faceva infuriare. «Una volta minacciò di andare da un grafologo per scoprire chi glielo aveva scritto» ricorda Viola.
Le scoperte più sorprendenti
Tra le storie più curiose emerse nel programma, Viola cita quella del maestro Peppe Vessicchio, protagonista della prima stagione e scomparso nel 2024. Nella sua cantina aveva installato un sistema di vibrazioni musicali: secondo lui, il vino migliorava ascoltando Mozart. Una visione poetica e scientifica insieme, che ha affascinato il pubblico e gli addetti ai lavori.
E Alessio Viola aprirà mai un ristorante?
La risposta è netta: «No, non penso proprio. Io sono bravo a tavola, non in cucina». Un’affermazione che conferma il suo ruolo: osservatore curioso, narratore brillante e guida ideale in questo viaggio nel mondo del food dei VIP.
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